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I GIARDINI SOMMERSI DEL MAR ROSSO

CENNI GEOFISICI GENERALI

Il Mar Rosso si può definire un mare “giovane”, la sua evoluzione che lo portò all’aspetto attuale iniziò circa 40 milioni di anni fa. Le acque del Mar Rosso sono infatti collegate all’Oceano Indiano attraverso lo stretto di Bab el Mandeb, tra Gibuti sul versante occidentale e la costa dello Yemen su quello orientale. Un gigantesco “stiramento” della crosta terrestre tra le distese desertiche dell’Arabia Saudita e il continente africano rende la sua storia geologica estremamente interessante. La genesi del Mar Rosso conobbe, nella sua odierna evoluzione almeno quattro fasi: durante l’Eocene e l’Oligocene in cui era un angusto golfo che si affacciava sul Mediterraneo, che probabilmente si spingeva fino all’altezza dell’odierna Al Quseir. Nel Miocene si trasformò in un vasto lago salato perdendo contatto con il Mediterraneo e avanzando fino a sud, quando nel Pliocene il lembo di terraferma sprofondò e le sue acque si unirono all’Oceano Indiano. Nel Quaternario gli smottamenti tellurici lo innalzarono definitivamente sopra il livello del mare, e tutt’oggi il movimento di separazione continua tra la penisola arabica e il continente africano. La deriva di quest’ultimo verso ovest allarga il Mar Rosso di circa 1 km all’anno. Il Mar Rosso si estende per 2350 km da nord – ovest a sud – est tra Africa e Arabia, dai suoi due golfi settentrionali Aqaba a est e Suez a ovest fino allo stretto meridionale di Bab Mandeb. La sua profondità massima si aggira sui 2650 metri, dove il fondale è solcato da lunghi avvallamenti longitudinali, specialmente nel settore centrale. La temperatura delle acque superficiali va dai 20°C invernali ai 30°C circa nei mesi di luglio- agosto; la salinità è elevata e si aggira al 40‰.

QUANDO L’ALGA FIORISCE

Molte persone si saranno chieste il perché del nome Mar Rosso non appena vedono la sua acqua, dalle più svariate gradazioni di blu, con i suoi contrasti di colore. Il suo nome deriva dalla presenza nella stagione fredda, della fioritura di un’alga, il Trichodesmium erythraeum a cui si devono le velature superficiali che formano estese macchie rosso – brunastre. Il Mar Rosso è oggi il mare tropicale “a portata di mano”, con un breve volo aereo gli appassionati possono godere delle sue meraviglie sommerse nelle migliori condizioni. La mia esperienza si riferisce ad Hurgada, un tempo piccolo centro di pescatori egiziani il cui vero nome era Ghardaga, oggi meta subacquea per eccellenza.

I REEF: GIARDINI SOMMERSI

Ogni mattina al levar del sole decine di barche portano moltissimi subacquei in giro per l’arcipelago, nelle isole di Giftun, Abu Ramada, Umm Gamar, Magawish, ecc. pronti a visitare la vita sommersa, caratterizzata dai suoi reef e dai suoi abitanti. Reefs, barriere coralline, torri madreporiche, sono definizioni comunemente usate per descrivere l’opera costruttiva millenaria attuata dai micro polipi. Lo scheletro dei coralli “duri” è costituito da una moltitudine e microscopiche “celle calcaree” che ciascun polipo costruisce intorno al proprio organismo. Mentre nei coralli “molli” il materiale scheletrico calcareo viene deposto in forma granulare all’interno dei tessuti organici del polipo rendendoli generalmente più rigidi. La mastodontica crescita delle barriere coralline è dovuta proprio alla millenaria attività dei coralli “duri” e dai suoi polipi costruttori. Tra le principali classi di coralli “duri” troviamo: Scleractinari, Idrocoralli e gli Ottocoralli delle famiglie Tubiporidae e Helioporidae. Gli Scleractinari o Madreporari (Classe Antozoi) sono i principali costruttori di barriere coralline con più di 50 famiglie e circa 700 specie diverse. Tra le più affascinanti del Mar Rosso gli Acroporidae a forma di “ombrelli”, i cervelli formi dei Favites, e le lamine giallo oro delle Turbinaria mesenterica. Sono da ascrivere agli Esacoralli come dice il nome, i polipi che li costituiscono presentando sei tentacoli all’apertura della “bocca”. Gli Idrocoralli sono colonie animali (Classe Hidrozoa) diversi, di cui fanno parte anche le meduse e organismi platonici. I cnidoblasti sono le famose cellule urticanti dove sono situati i dispositivi di offesa detti nematocisti, in gradi di iniettare un potente veleno (la velenosissima Caravella portoghese Physalia physalis). Gli Ottocoralli (i micropolipi hanno otto tentacoli o multipli di otto) di cui fanno parte Gorgonie e gli Alcionari, prendono parte alla costruzione delle barriere coralline con strutture imponenti quali le Tubiporae (coralli a “canna d’organo”). Degli Ottocoralli fanno parte anche i “coralli blu” (Helioporidae). Tra le specie di coralli “molli” che ornano e arricchiscono di colori la vita del reef distinguiamo tre classi: gli Alcionari, i Ceriantipatari e gli Zoantari. Gli Alcionari le cui varietà più diffuse in Mar Rosso ricordiamo Dendronephtya, dalle particolari caratteristiche arborescenti cariche di colori (gialle, rosse, rosa, bianche, azzurre), i ventagli di Gorgonie e le fruste coralline semirigide (giallo – verde o rosse). Tra i Ceriantipatari, si trova il corallo nero (Anthipates dichotoma), fanno parte anche i Ceriantidi (Ordine Ceriantharia) costruiti da larghi tubi di materiale mucoso, dalla cui sommità fuoriescono i tentacoli dell’animale. Gli Zoantari, facenti parte degli Esacoralli, includono la maggior parte degli anemoni di mare (Attinie), che offrono al visitatore del mondo sommerso lo spettacolo della simbiosi con alcune specie di pesci corallini (Amphiprion bicinctus).

ENDOGENA O ESOGENA?

Tra le teorie moderne che si discutono oggi sul dilemma posto da quali delle due fonti di cibo, sia quella primaria per la crescita delle barriere coralline, se quella “endogena” delle Zooxantelle o quella “esogena” delle correnti di plancton. Probabilmente la risposta varia da specie a specie di corallo, ma è stato dimostrato sperimentalmente (Connel, 1976) che il numero di ore di luce influenza la crescita 14 volte più veloce rispetto ad una situazione di oscurità della quasi totalità ei Celenterati. Questo dato, evidenzierebbe la maggiore attività foto sintetica delle Zooxantelle. Nel Mar Rosso sono state identificate circa 50 specie di coralli “costruttori” nei primi 50 metri di profondità, e solo una decina tra i 50 metri e i 100 metri, che si nutrono esclusivamente di zooplancton. Anche i coralli “teneri” proliferano nei bassi fondali luminosi, contenendo anche loro Zooxantelle. Lo zooplancton sembra assicurare l’apporto di idrogeno mentre le zooxantelle di nutrimenti carbonici (protidi, lipidi) e di ossigeno.

GLI ABITANTI DEL REEF

Ciò che colpisce l’osservatore, immergendosi in una barriera corallina sono certamente i pesci, dalle più svariate e bizzarre forme e colorazioni. La fauna ittica del Mar Rosso è sostanzialmente indopacifica e si determina che solo il 20% della fauna totale è costituita da animali endemici. Gli studi attuali che riguardano gli scambi faunistici in atto tra il Mar Rosso e Mediterraneo hanno segnalato che il movimento del pesce è maggiorato verso quest’ultimo, permesso dalle correnti rivolte a nord verso il Canale di Suez per dieci mesi all’anno. Presenza costante su tutte le barriere coralline sono i pesci “pappagallo” della famiglia degli Scaridae, il cui soprannome deriva dal caratteristico “becco” costituito da due placche dentarie inferiore e superiore. Una catalogazione sistematica è assai difficile. Basti pensare che un primo tentativo ne descriveva 354 e un secondo ne riduceva il numero ad 80 specie. I pesci “pappagallo” sono i responsabili in gran parte e i produttori di sabbia corallina che sarebbe il risultato del loro escremento; le numerose specie di pesci “pappagallo” hanno tutte colorazioni sgargianti, variabili, secondo il sesso, l’età, e lo stato fisiologico. Questi pesci vengono raramente importati per l’allevamento in acquario a causa della netta speciazione alimentare, nutrendosi infatti della copertura superficiale delle madrepore. Tra i più noti ospiti dell’acquario marino tropicale riscontrabile in natura, spesso solitario e territoriale è il Pomacanthus imperator. Caratterizzato dal cambiamento di livrea dallo stato giovanile a quella più appariscente da adulto, è legato al reef per il suo tipo di alimentazione a base di spugne ed invertebrati, se in pericolo emette uno strano “borbottio”. Lo spettacolo della vita simbiotica ci è mostrata dall’Amphiprion bicinctus che vive in coppia, spesso la femmina è più grande del maschio, difendendo la sua “casa” in questi luoghi costituita da anemoni del genere Heteractis magnificae Entacmaea quadri color. Tra gli altri troviamo Pomacanthus maculosus di color blu – violetto con una macchia gialla, irregolare e verticale sul corpo. P. diacanthus molto diffuso con la sua livrea a strisce verticali alternate blu – bianco – gialle. È forse uno dei primi pesci che si incontrano avvicinandosi al reef, della grande famiglia dei Serranidi di sui fanno parte le cernie, sono i piccoli Anthias squamipinnis (anche se alcuni autori li hanno separati in una propria famiglia: gli Anthidae). Le femmine di color rosso arancio e i maschi rosso – violetto con la particolare forma dei primi raggi della pinna dorsale allungata, sono sicuramente i pesci del “benvenuto” nel  mondo acquatico. Le cernie tropicali, sono caratterizzate per la livrea particolarmente appariscente (Cephalopholis miniata e sexmaculata) o per le notevoli dimensioni. Sicuramente un capitolo a sé va dedicato alla sessualità delle cernie, nel Mar Rosso ne sono state classificate 26 specie. Molto comuni sono i branchi di Abudefduf saxatilis soprannominato “sergente maggiore”, della famiglia dei Pomacentridi, esso si nutre voracemente di zooplancton. La sua vita è caratterizzata da un cambiamento di sesso che lo porta nello stato giovanile ad essere maschio per poi mutarsi in femmina. Frequenti sono gli incontri con gli Acanturidi dell’ordine del Perciformi rappresentati dei pesci “chirurgo” ed “unicorno”. Il soprannome di “chirurgo” deriva dalla presenza sul loro peduncolo caudale di un’appendice spinosa per lato, molto tagliente, questa “lama” può essere retrattile in alcuni e fissa fortemente colorata in altri. Tra le numerose specie che si possono incontrare nel reef: Acanthurus nigricus, Acanthurusn sohal, Naso lituratus, Naso unicornis e Brevirostris. La famiglia dei coloratissimi Chetodontidi o “pesci farfalla” è ampiamente diffusa in questo mare. Caratteristica del corpo schiacciato lateralmente e la bocca appuntita ne fanno uno dei caratteristici pesci riscontrabili in coppia od in branchi trai reef, il più diffuso sicuramente è il Cheatodon semilarvatus. Sicuramente non basterebbe un giorno, una settimana, un mese di relazioni scritte per descrivere il fantastico mondo che è il Mar Rosso. Concludo con due espressioni di Charles Baudelaire (1870) e Cristoforo Colombo (1492), chiudendo gli occhi e immaginando questi posti ci farà riflettere.

“Tutto laggiù, è armonia e bellezza, lusso, calma e voluttà.” (Charles Baudelaire)
“La lingua non è sufficiente a dire e la mano a scrivere tutte le meraviglie del mare.” (Cristoforo Colombo)

Marco Isidori

 
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