Get Adobe Flash player
Scheda Casuale
Condividi
Home Articoli Melanoides, physa e planorbarius. Le lumache “infestanti” che aiutano l’acquario.
Banner

03A tutti gli acquariofili, neofiti e non, sarà capitato di avere a che fare con le lumache così dette “infestanti” in acquario...vediamo di più sul loro comportamento...

Queste chiocciole acquatiche in realtà, al pari delle più blasonate ampullarie, neritine, clithon corona o antenome helena, sono gasteropodi detrivori assolutamente innocui per la nostra vasca. Non solo, queste chiocciole saranno utili in acquario (soprattutto  nel caso sia molto piantumato), in quanto aiuteranno a tenere puliti legni, piante ed arredi dalle alghe e si nutriranno soprattutto di foglie in decomposizione ed avanzi di cibo che altrimenti inquinerebbero l’acqua. Un fatto non secondario da considerare è che molte specie di pesci, anfibi e rettili acquatici amano nutrirsi o comunque inglobano nella propria dieta proprio questi piccoli organismi, che rappresentano un’ottima fonte di calcio. Insomma, se aggiungiamo che non sarà  neanche necessario comprare queste chiocciole, perché le avremo quasi sicuramente assieme alle piante (è così infatti che esemplari, o le loro uova, giungono a colonizzare il nostro acquario), possiamo senza dubbio asserire che eliminarle non solo è inutile, ma può essere addirittura deleterio per il nostro piccolo ecosistema acquatico.

Attualmente possiedo ed allevo sia le planorbarius sia le physa, ma in passato ho allevato anche le melanoides. La difficoltà di allevamento di questi gasteropodi è praticamente pari a zero, in quanto le loro esigenze sono quasi nulle: riescono ad adattarsi a condizioni di acqua, temperatura, luce ecc. senza problemi, inoltre resistono egregiamente a lunghi periodi di scarsità di cibo semplicemente autoregolando la propria popolazione.

Passiamo ora ad esaminare in dettaglio le (poche) necessità di questi piccoli gasteropodi:

Melanoides tubercolata  
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Phylum: Mollusca
Classe: Gastropoda
Sottoclasse: Prosobranchia
Ordine: Mesogastropoda
Superfamiglia: Cerithioidea
Famiglia: Thiaridae
Genere: Melanoides

L’areale d’origine di questa chiocciola va dal Medio Oriente al Sud-Est asiatico, ma è stata introdotta anche nel golfo del Messico, e popola preferenzialmente acque basse e stagnanti. La sua conchiglia è a spirale (con cinque spire), conica e presenta colorazioni che vanno dal color panna al beige al marrone con macchie e screziature di colore più scuro. Raramente supera i 3-3,5 cm. Il gasteropode vero e proprio è di dimensioni ridotte e presenta un piede piccolo ed un muso allungato da cui spuntano le due antenne. La melanoides è ermafrodita (presenta entrambi gli apparati sessuali in un unico individuo), si può riprodurre anche per partenogenesi ed è vivipara, ossia non produce uova, ma piccole chiocciole già formate (in media una quarantina grandi non oltre i 2 mm, ma dipende dall’ambiente).  Le melanoides non hanno esigenze particolari riguardo le caratteristiche dell’acqua, possono prosperare anche in acque salmastre, poco ossigenate e di bassa qualità. Tollera un ampio range di temperature, la letteratura riporta un intervallo ottimale tra i 18° ed i 32°, ma, almeno nell’Italia del Sud, possono passare tranquillamente anche gli inverni all’esterno, magari sotterrandosi ed ibernandosi o anche solo riducendo il proprio metabolismo senza problemi.

Essendo detrivore, le melanoides svolgono il lavoro di spazzine dell’acquario, ripulendolo da alghe (sembra che, nutrendosi di cianobatteri, possano essere una buona alternativa alla loro lotta) e da residui di mangime non consumato dai pesci. Avendo inoltre spiccate abitudini fossorie, contribuiscono a prevenire la creazione di zone anossiche all’interno del fondo dell’acquario. Oltre alla tendenza ad infossarsi durante il giorno (le melanoides sono particolarmente attive di notte, mentre nelle ore diurne è più raro vederle in piena attività) queste piccole chiocciole acquatiche possono anche avventurarsi all’asciutto, arrampicandosi sui vetri della vasca. Per esperienza personale ho notato che tra tutte le specie analizzate le melanoides sono quelle che più si allontanano dall’acqua, magari senza riuscire più a tornare indietro ed andando incontro alla morte per disidratazione. Per questo consiglio caldamente di allevarle in acquari con coperchio.

01

Se decidiamo di allevarle da sole, le regole sono pochissime e molto semplici. Innanzitutto è consigliabile partire da esemplari domestici, e non prelevati in natura (a causa della possibile presenza di batteri, patogeni e parassiti vari). Come tutte le chiocciole descritte in quest’articolo, i negozi di acquari o qualche amico acquariofilo possiederanno le melanoides tubercolata, e potremo procuraci senza problemi alcuni esemplari (può bastarne anche solo uno in quanto come già detto queste chiocciole sono partenogenetiche). Alloggeremo la nostra colonia in una vasca chiusa e, dato che le melanoides  sono meno gestibili di altre chiocciole per quanto riguarda la proliferazione incontrollata, sarà bene garantire loro almeno un minimo di spazio assicurando una capienza di almeno 5-10 litri. Il riscaldatore non è strettamente necessario e possiamo scegliere se inserirlo o no. Sul fondo porremo uno strato di sabbia fine abbastanza spesso da consentire agli ospiti di infossarsi. L’illuminazione non sarà necessaria a meno che non decidiamo di inserire anche piante acquatiche. Anche le operazioni di filtrazione e pulizia  possono essere limitate semplicemente a dei cambi d’acqua parziali da effettuarsi all’occorrenza. Come cibo potremo somministrare davvero di tutto: da foglie di piante acquatiche in marcescenza, a chironomus od altri mangimi vivi o congelati per pesci al classico mangime in scaglie per pesci. Se invece introduciamo le melanoides in un acquario assieme ai pesci ed alle piante, non dovremo preoccuparci di nutrirle, in una vasca ben matura infatti tutte le chiocciole “infestanti” si riescono a nutrire tranquillamente di ciò che trovano in giro e regolano la propria popolazione di conseguenza. Può anche accadere però, che in acquari di comunità, possano cibarsi di uova di altre chiocciole o di pesci.
Per quanto riguarda il ciclo vitale, non si hanno dati certi, ma, ed anche questo discorso è valido per tutte le “infestanti”, questo varia molto in base alla temperatura: più questa sarà alta, più il metabolismo sarà veloce e gli esemplari quindi vivranno meno ma si riprodurranno più velocemente. Personalmente ho allevato ed allevo questi gasteropodi in assenza di riscaldatore, e quindi lascio che sia il ciclo stagionale a determinarne il metabolismo.

Planorbarius corneus
Dominio: Eukaryota       
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Phylum: Mollusca
Classe: Gastropoda
Sottoclasse: Pulmonata
Ordine: Basommatophora
Famiglia: Planorbidae
Genere: Planorbarius corneus

02

Le chiocciole del genere planorbarius sono originarie dell’Europa e dell’Asia, e, come le altre “infestanti”, colonizzano le zone d’acqua con poca corrente o stagnanti. Il guscio è sinistrorso, marrone o giallo e può avere macchie. Il corpo del gasteropode è marrone o rosso, in quanto nelle planorbarius è presente l’emoglobina.  Può arrivare fino ai 4 cm. di taglia. Questo mollusco è ermafrodita non autosufficiente, per cui sono necessari almeno due individui per ottenere la riproduzione, ed è oviparo, depone cioè le uova in grappoli gelatinosi attaccati a foglie o arredi dell’acquario. Anche le planorbarius non hanno pretese riguardo la qualità ed i valori dell’acqua, riuscendo a resistere anche ad un moderato inquinamento. Resiste egregiamente a temperature basse ma è più delicata in caso di temperature alte, soffrendo già verso i 27-28° anche se si dimostra ugualmente robusta.

03

Al pari delle melanoides e, come vedremo, delle physa, anche le planorbarius sono detrivore con una spiccata predilezione per i vegetali e le piante morte o marcescenti. Sono attive sia di giorno che di notte e, in base alla mia personale esperienza con loro, posso dire che le planorbarius sono il genere che meno si “avventura” all’asciutto tra le chiocciole qui analizzate, anche se per sicurezza consiglierei comunque di allevarle in una vasca con coperchio.
Per l’allevamento nell’acquario di comunità, non ci sono cure particolari da prestare, in quanto queste piccole chiocciole troveranno in giro per la vasca tutto ciò di cui hanno bisogno, regolando automaticamente la popolazione in base alle risorse disponibili. Se invece vogliamo allevarle da sole, basta una semplice vaschetta allestita con sabbia fine (ma il fondo non è strettamente necessario) e qualche pianta, anche galleggiante. Non sono necessari né riscaldatore né luce, e, come da prassi, nemmeno il filtro, se avremo cura di fare un cambio d’acqua ogni tanto. Potremo somministrare, oltre ai classici mangimi per pesci in scaglie o congelati, anche verdure sbollentate, come per le ampullarie, le planorbarius le gradiranno. Anche in questo caso sarà la nostra disponibilità a fornire cibo a determinare il tasso di crescita della colonia di gasteropodi.

04

Physa marmorata/fontanilis
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Phylum: Mollusca
Classe: Gastropoda
Sottoclasse: Pulmonata
Ordine: Basommatophora
Famiglia: Physidae
Genere: Physa

05                   

Queste piccole chiocciole sono cosmopolite, in natura infatti si trovano in Europa, America, Asia ed Africa. Colonizzano le acque stagnanti o poco mosse. Anch’esse, come le planorbis/planorbarius, hanno un guscio sinistrorso (al contrario della lymnea, facilmente confondibile con la physa ma che in genere raggiunge dimensioni maggiori), marrone o giallo, con screziature o punti più scuri. Non supera gli 1,5 cm ed ha un guscio molto sottile, dal quale si intravede il mollusco. Queste piccole chiocciole sono ermafrodite non autosufficienti, quindi, anche se un singolo esemplare presenta entrambi i caratteri sessuali, saranno necessari almeno due individui perché avvenga la riproduzione. Essedo un animale che ha colonizzato gran parte dei corsi d’acqua del mondo, non ha problemi o preferenze per quel che riguarda le caratteristiche dell’acqua e la temperatura. Riesce a sopportare infatti temperature che vanno dai 2-3°C fino ai picchi di calura estivi (28-30°C). Le pyhsa sono di gran lunga le chiocciole infestanti più presenti negli acquari degli appassionati, e le due specie più comuni che si possono trovare in vasca sono la physa marmorata e la physa fontanilis.

06

Come tutte le altre chiocciole infestanti anche le physa sono detrivore, e non ostante siano preferenzialmente notturne, rimangono molto attive anche durante il giorno, ripulendo con costanza vetro, piante ed arredi della vasca che le ospita. Anche le physa hanno la spiccata tendenza ad “evadere” dall’acquario, quindi anche in questo caso una vasca con coperchio può rivelarsi utile, ma, in base alla mia esperienza, anche gli esemplari più arditi arrampicandosi sul vetro non si allontanano mai più di 10-12 cm dall’acqua. Personalmente le ho tenute in un paludario aperto e, nell’arco degli anni, non ho mai riscontrato fughe. Ancora oggi le allevo in recipienti aperti, anche all’esterno, e non ho mai notato evasioni di massa.
Per le physa vale lo stesso ragionamento delle melanoides sopra descritte se decidiamo di allevarle in un acquario di comunità, mentre se decideremo di allevarle da sole, ci avvarremo di pochissime regole. Innanzitutto non ci servirà un recipiente grandissimo, per assurdo questi piccoli gasteropodi possono prosperare anche in un contenitore della capienza di un bicchiere, ma sarà comunque bene fornire spazio agli esemplari che avremo, a tale scopo un vaso più o meno grande per piante acquatiche da tenere in casa (o anche all’esterno, se si preferisce) andrà più che bene. Dovremmo inserire almeno due esemplari perché avvenga la riproduzione, ma partire con un gruppetto più numeroso sarebbe preferibile (anche le physa sono facilmente reperibili tramite negozi ed appassionati di acquariofilia). Il fondo non è necessario, ma gradito, mentre l’inserimento di piante acquatiche e galleggianti, è quasi d’obbligo. Non c’è bisogno del riscaldatore e nemmeno del filtro, a patto di effettuare cambi d’acqua regolari. Anche per quanto riguarda il cibo le indicazioni sono semplici, foglie di piante acquatiche morte, in generale tutto ciò che è in decomposizione, chironomus (molto apprezzato dalle physa che si precipitano in “grappoli” per mangiarlo), e scaglie di cibo per pesci. Si può aggiungere che, essendo le physa ovipare (depongono anch’esse piccole uova avvolte in un sacco gelatinoso attaccato sui vetri e sugli arredi), sono più facilmente gestibili dal punto di vista della proliferazione semplicemente dosando la quantità di cibo e sostanze nutritive a loro disposizione.

07

Alcune considerazioni finali: in primo luogo ho notato che è meglio allevare una sola specie di chiocciola per ogni acquario, in quanto la competizione alimentare farà si che una specie alla lunga prevalga sull’altra. Nella fattispecie le melanoides sono le più favorite, in quanto vivipare e predatrici di uova.
Un’altra precisazione riguarda i coinquilini delle chiocciole negli acquari di comunità, da evitare sarebbero le convivenze con grossi crostacei, pesci come i botia o i pesci palla che se ne nutrono, pesci combattenti che attaccandole potrebbero danneggiarne le antenne ed ovviamente, con tritoni, salamandre e soprattutto tartarughe (che sono in grado di frantumare il loro guscio).
Le chiocciole “infestanti”, per concludere, sono ottime alleate per la pulizia dell’acquario, non danneggiano le piante e possono essere usate anche come indice per il monitoraggio dell’equilibrio del nostro acquario, se proliferano troppo vorrà dire che stiamo esagerando nell’alimentazione dei pesci, o che ci sono troppi nutrienti in vasca. Inoltre, data la difficoltà ridottissima di allevamento, possono rappresentare anche un’ottima fonte di cibo vivo per nutrire gli animali che si cibano di questi molluschi in natura.

Lucio Nicola Fiore

 
Banner