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Scheda Casuale
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Home Articoli L'incubazione orale dei pesci
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CENNI ED OSSERVAZIONI SULL’INCUBAZIONE ORALE DEI PESCI

Negli ultimi tempi ho notato nelle riviste di acquariologia che si mettono in evidenza in particolar modo molti articoli sui ciclidi, quindi mi sono deciso ad impugnare “penna e calamaio” per esporre un parere in merito a questi fantastici pesci. Avendo constatato personalmente in molti punti vendita, che questi pesci sono accusati ingiustamente senza conoscere le loro esigenze, ma basta che rispondano al nome  ciclidi! Come indica il titolo i miei studi in riguardo sono rivolti ad esperienze accumulate negli anni sull’osservazione di questi incubatori orali, in particolar modo ai ciclidi dei laghi ( Malawi ,Tanganika, Vittoria ) ed a quelli dei fiumi sudamericani. Anche se il mio intento in queste poche righe è di non offermarmi a parlare di ognuno di loro, ma osservare comportamenti ed abitudini in generale.Forse i ciclidi ed anche altri pesci che hanno impiegato questa speciale tecnica per accudire le uova e i piccoli , un tempo deponevano le uova in anfratti e cavità, e hanno sostituito questa abitudine per difendere e sottrarre le loro uova ai predatori.Questa strategica evoluzione ha consacrato un enorme successo nei pesci che adottavano questo tipo di riproduzione e cure parentali. Molti si saranno chiesti ,chi sono gli “incubatori orali”? Sono solo i ciclidi ad adottare questa tecnica ?Gli incubatori orali sono quelle specie di pesci, dove il maschio, la femmina, o entrambi i riproduttori custodiscono in bocca ( cavità orale) le uova fecondate ( incubatori ovofili) o gli avannotti per il primo stadio di sviluppo e svezzamento ( incubatori larvofoli ).Moltissimi sono i ciclidi che adottano questo stratagemma riproduttivo, in maggior numero quelli della zona del rift walley ( i laghi Malawi Tanganika Vittoria) ma lo si può trovare anche in altre famiglie di non ciclidi come:

Apogonidae, Ariidae, Anabatidae, Osteoglossoidae, Cyclopteridae, Siluroidae, Opisthognathida, Belontiidae, Luciocefalidae.

 

Pundamilia niererei pithon island con avannotti e Pseudotropheus Saulosi (femmina con piccoli).

La tecnica dell’incubazione orale è adottata dai pesci sia in acqua dolce che in quella marina. Molti incubatori orali hanno uova più grandi ed in numero molto minore rispetto ai pesci che depongono le uova in modo usuale per esempio sui substrati ( rocce,legni,piante e in “acqua aperta”). Alcuni incubatori orali “primitivi” per cosi dire in termini di evoluzione hanno uova piccole e numerose, per esempio in alcuni “mangiatori di terra” ed in particolare in Geophagus Iurupari, esse vengono deposte e fecondate su di un substrato,e dopo 24ore circa raccolte nella cavità orale e mantenute li fino alla loro schiusa. In molti casi le larve o gli avannotti fanno ritorno nella bocca parentale in caso di pericolo.In altre specie per esempio nei ciclidi del lago Malawi: Aulonocara,Copadichromis,Melanochromis,Pseudotropheus,ecc.. una volta liberati gli avannotti dalla cavità orale ognuno va per la sua strada. Alcuni studiosi hanno trovato una stretta correlazione e tra la quantità del tuorlo dell’uovo ( sacco vitellino) disponibile per l’embrione e l’estensione nel tempo delle cure parentali dei genitori.Da considerare l’equazione: tanto è minore la quantità di tuorlo , quanto più è protratta e scrupolosa la fase delle cure parentali appena è avvenuta la schiusa delle uova.Nell’altro caso con uova di maggior dimensioni e minor numero ( i peduncoli adesivi delle uova tendono a scomparire eccetto in qualche incubatore orale primitivo) le cure parentali sono del tutto assenti.

L’ALIMENTAZIONE DURANTE L’INCUBAZIONE ORALE

Durante questa strategia riproduttiva i pesci hanno trovato il sistema per resistere e riuscire ad assimilare i nutrienti durante l’incubazione delle uova. E’ diffusa l’opinione che questi pesci non assumono cibo, finche uova , larve o avannotti siano all’interno della cavità boccale,e che l’attività alimentare si riprenda una volta terminate le cure parentali. In linea di massima per gli incubatori orali è cosi, infatti in questo determinato periodo l’assunsione di alimenti è limitata, ed in alcuni casi del tutto assente. La limitazione  di assumere alimenti ha una dinamica ed è progressivamente più evidente con l’aumento della grandezza degli embrioni in accrescimento, il che determina un’espansione del volume della cavità orale occupata dalle uova.La diminuzione dell’apporto energetico è in parte compensato dal riassorbimento delle scorte di grassi dei tessuti adiposi e delle gonadi. Riguardo alle larve sembra che le sostanze di riserva contenute nel sacco vitellino non siano sufficienti a garantire la sopravvivenza.E’ stato provato sperimentalmente che le larve di molti incubatori orali si cibano della secrezione mucosa dei tessuti della bocca parentale,che risulta incrementata nel periodo riproduttivo e che può contenere inglobati o nella sua superfice microrganismi fitoplanctonici.Differentemente da questa regola generale, uno studioso ha potuto dimostrare che le larve di Betta Anabantoides (anche questo anabantidae è incubatore orale) sono in grado di sopravvivere per tutto il periodo delle cure parentali orali senza alimentarsi.

ALCUNE CARATTERISTICHE MODIFICAZIONI NEL CORSO DELL’INCUBAZIONE ORALE

Durante l’incubazione orale c’è una sospensione della caratteristica particolarità dei “colpi di tosse”,mentre al di fuori del periodo riproduttivo questa avviene circa ogni 30-60 atti respiratori.Anche i caratteristici “sbadigli” sono rari ed in questa fase modificati in modo da avvenire con la boca chiusa e con una maggiore dilatazione degli opercoli branchiali.L’attività respiratoria durante l’incubazione orale viene modificata in questo modo: atti respiratori brevi e frequenti con una moderata apertura della bocca. Le varie modificazioni durante l’incubazione orale devono accordarsi con le necessità fisiologiche del pesce tra cui quella del galleggiamento.Il peso delle uova certamente modifica l’assetto di galleggiamento dell’individuo parentale, che deve modificare le attività orali e branchiali in funzione alla diversa secrezione gassosa della vescica natatoria. Una volta che le larve o avannotti emergono dalle uova, il loro assetto galleggiante è autonomo cosi il genitore può tornare nel suo assetto “primitivo”.Il fenomeno dell’incubazione orale è da ritenersi certamente un comportamento riproduttivo evoluto e di successo, considerando che interessa fino ad ora almeno 53 generi, 4 ordini, 8 famiglie di pesci ossei. E’ una delle numerose e geniali strategie di sopravvivenza che permettono a quelle specie di pesci di aggirare difficoltà ambientali insorgenti o di colonizzare ambienti con caratteristiche completamente diverse rispetto a quelle di origine, persino negli acquari. Spero con queste righe di aver indotto altri appassionati ad una più accurata osservazione e alla riproduzione di questi interessanti pesci.

Isidori Marco

 
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