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Scheda Casuale
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icoEcco un bellissimo ed approfondito articolo sulle principali malattie che possono affliggere i Discus. Tutti i casi trattati sono riferiti a esperienze dirette dell'autore.


Lo scopo principale di questo mio articolo è di dare, a tutti gli appassionati di discus o a coloro che si avvicinano alla prima volta nell’allevamento di  questo splendido animale , dei cenni e delle spiegazioni sulle varie malattie che li possono colpire.La causa innanzitutto della maggior parte delle malattie è da ricercare nelle inadatte condizioni dei valori dell’acqua(acidità,durezza o composti azotati),in alcuni disordini nutrizionali come la carenza di vitamine o di oligoelementi ed infine,ma non per questo di minore importanza le errate condizioni ambientali;per condizioni ambientali intendo un eccessivo affollamento,la temperatura o sistemi di filtraggio inadatti. A mio parere si può definire un discus ammalato quando:
-non mangia
-non si presenta con pinne aperte
-quando compie movimenti a scatti o strani
-quando tende a nascondersi senza motivo apparente

Quindi quando si andrà ad acquistare un discus bisognerà fare molta attenzione ed osservare il pesce che si penserà di acquistare.Se invece il soggetto che manifesta questi problemi è un pesce che si ha da molto tempo bisognerà fare molta attenzione ad un possibile contagio perché molto probabilmente questo significherà che nell’acquario esiste una forma di malattia che si sta scatenando.L’apparato digerente dei discus, lo stomaco, il fegato, l’intestino ed i reni, sono spesso bersaglio di attacchi da parte di una serie di endoparassiti (parassiti interni). Essi vengono detti anche parassiti endofagi in quanto vivono all'interno del corpo dell'organismo ospite e in genere mostrano un notevole grado di specializzazione anatomica e fisiologica finalizzata al particolare ambiente che li deve ospitare.
Al fine di comprendere il comportamento di tali patogeni è necessario a questo punto introdurre il concetto di parassitismo. Il parassitismo è una forma di simbiosi, ma a differenza della simbiosi per antonomasia (s. mutualistica), il parassita trae un vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell'ospite al quale crea un danno biologico. Le proprietà che identificano in generale un rapporto di parassitismo sono le seguenti:
-  il parassita è privo di vita autonoma e dipende dall'ospite a cui è più o meno intimamente legato da una relazione anatomica e fisiologica;
-  il parassita ha una struttura anatomica e morfologica semplificata rispetto all'ospite;
-  il ciclo vitale del parassita è più breve di quello dell'ospite e si conclude prima della morte dell'ospite.
Quindi i parassiti creano seri problemi al loro ospite e possono avere gravi conseguenze sulla loro salute  o, nelle forme più invasive, sulla vita stessa dei pesci. Le condizioni sbagliate d’allevamento,come accennato anche prima,favoriscono il prevalere di queste infezioni  in quanto assistiamo ad un indebolimento delle difese immunitarie del pesce che favoriscono i parassiti che dunque riescono a prendere il sopravvento causando infestazioni in alcuni casi anche molto violente.Molto spesso anche l’uso continuo di cibi congelati (Chironomus e Tubifex) può provocare la comparsa di  fenomeni infettivi. Con gli altri cibi congelati il rischio diminuisce ma occorre sempre fare attenzione che vengano somministrati nella giusta alternanza con il “secco”.
La sintomatologia più frequente nei casi di presenza dannosa di tali patogeni è data dalla comparsa di un comportamento nervoso e o timido che porta il discus a rintanarsi in angoli più protetti della vasca,  assumendo una colorazione scura, non visibile però nelle varietà a base Pigeon e quindi chiare. Il soggetto affetto da parassiti interni è spesso aggredito da altri pesci e messo da parte. La comparsa d'infezioni da parassiti interni è comunemente accompagnata anche da una presenza massiccia di flagellati. Il pesce a questo punto inizia a rifiutare il cibo, anche se accorre quando avviene  la somministrazione del cibo stesso, inizia cosi un dimagrimento progressivo che lo porta ad espellere feci biancastre gelatinose. A tal proposito è importante dire che le feci bianche sono dovute più alla presenza di vermi che non a quella di flagellati. Dette feci sono così caratterizzate in quanto contengono grandi quantità di uova che, una volta fuori dal discus,  possono essere facilmente ingerite anche da altri pesci  generando un contagio agli altri inquilini così determinando un contagio generalizzato. A questo punto un trattamento curativo va effettuato a tutti i pesci presenti in vasca e non solo al malato. Ciò è necessario per contrastare sia i parassiti presenti negli organismi di tutti gli abitanti della vasca che nella vasca stessa.

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Nelle foto: feci di discus affetti da attacco da nematodi (vermi intestinali)

I parassiti che attaccano più di frequente l’apparato digerente dei discus sono: vermi, flagellati e ciliati. In questi casi  per una più accurata diagnosi ed un trattamento mirato è necessaria un’analisi delle feci per determinare l’agente patogeno. Tuttavia questo modus agendinon è sempre  sufficiente per individuare tutti i parassiti perchè sia i vermi con le loro uova che i flagellati non sempre sono ben visibili nelle feci: magari se ne può notare la presenza di uno ma non dell’altro. Inoltre, affinchè tale analisi sia il più attendibile possibile, sarebbe più idoneo repertare le feci prima che tocchino il fondo della vasca. Nei grandi allevamenti, dove è più facile che un’epidemia faccia dei seri danni,  la soluzione che viene adottata e grazie alla quale si può ottenere una diagnosi assolutamente esaustiva, consiste nel sezionare un pesce, il più malato,  potendo così verificare con analisi di laboratorio e dunque con assoluta certezza la causa del problema e l’agente patogeno presente.Dopo aver introdotto in modo generale la problematica nei discus degli endoparassiti, entriamo nello specifico facendo un approfondito escursus sui patogeni che generano questi tipi di problemi.

GLI ENDOPARASSITI DEI DISCUS: I FLAGELLATI

Sono tipici parassiti dell'apparato digerente dei discus che fino alla presenza di un contenuto numero gli ospiti riescono a sopportare. Difatti, in condizioni ambientali ottimali la convivenza non comporta grossi problemi per i discus. I problemi tuttavia potranno presentarsi in futuro, con riproduzioni scarse, cattive cure parentali e soggetti più deboli e facilmente attaccabili da altre malattie. Quasi sempre i discus osservati da me, provenienti da vari allevamenti, avevano flagellati, solo in esemplari presi da qualche scrupoloso allevatore ho notato pesci privi di un solo flagellato, questi erano Discus che producevano sempre nidiate di 200/250 avannotti, portati avanti senza alcun problema. Quindi il consiglio è di effettuare sempre dei trattamenti contro i flagellati, anche se non ci sono sintomi, dunque a titolo di prevenzione, senza esagerare.
Nell'arco di un anno è consigliabile effettuare almeno due trattamenti anche perché dei sintomi esterni si avranno solo quando i pesci saranno completamente infestati. Il pesce in questo caso si presenta dimagrito, con stentata crescita, nervoso e con colorazione sempre scura.

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Nelle foto ai lati: discus affetti da hexamitosi o malattia del buco

I flagellati hanno una dimensione di circa 10 micron (la grandezza di un globulo rosso), sotto al microscopio ad un ingrandimento di 300-400 X sembrano piccole sfere allungate (poi dipende dalla specie) in rapido movimento barcollante. Ne esistono di varie specie, quelle più conosciute sono: Hexamita, Spironucleus, Trichomonas,  Bodomonas.
Normalmente sono presenti nell’intestino ma possono attaccare anche altri organi interni ed il sangue, in questi casi il pesce viene molto più danneggiato e la cura è anche più complicata. Le infezioni intestinali sono facilmente sopportate dai discus e la convivenza non crea particolari danni, ma quando il numero di individui è molto alto e sono presenti anche più specie di flagellati allora è assolutamente necessario intervenire in modo radicale.Comunemente si usa il Flagyl, acquistabile in farmacia, che contiene metronidazolo.Ogni compressa contiene 250 mg di principio attivo e se ne utilizza una ogni 25 litri. Il trattamento dura 4/5 gg., in più durante il trattamento si innalza la temperatura dell'acqua fino 33°C. Alla fine si effettua un cambio, d'acqua del 50%. Il trattamento va ripetuto dopo una settimana .Si raccomanda di tenere la luce spenta e di arieggiare la vasca con una porosa .

Altro flagellato conosciuto e tipico parassita dei discus è la Protopalina che viene definito il gigante dei flagellati. Lungo circa 100 micron è visibile già ad un ingrandimento di 100 X. Si muove velocemente ed è presente in gruppi numerosi. Si ipotizza che non sia un vero parassita, ma la sua presenza danneggia sicuramente la normale crescita dei discus. I sintomi mostrati dal pesce e le cure da effettuare sono uguali a quelle degli altri flagellati.
L’intestino dei discus ha necessità di assimilare alimenti ricchi di fibre. I flagellati vanno considerati più come commensali dei discus. E’ importante sapere che la necessità alimentare di entrambi è diametralmente opposta l'una dall'altra: con le proteine alimentiamo e favoriamo l’insorgenza di infestazioni di flagellati, con una dieta a base di fibre i flagellati sono notevolmente debilitati. Un pesce che si presenta smagrito e inappetente non ha più nemmeno flagellati perché questi ultimi non hanno di che nutrirsi.

GLI ENDOPARASSITI DEI DISCUS: I NEMATODI comunemente detti vermi intestinali.

Sono tipici vermi parassitari dell’intestino e stomaco dei discus.

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Nella foto: nematode al microscopio

Le due specie più comuni sono la Capillaria e l’Oxyurida che si riproducono tramite uova fecondate da un maschio. In entrambe le specie la femmina è molto più grande del maschio. Le uova espulse tramite le feci dal soggetto infetto vengono poi ingerite da altri pesci, inquilini della vasca, mentre si cibano sul fondo, venendo così a loro volta contagiati.Come per i vermi delle branchie la presenza delle uova rende più difficile l’eliminazione di questi parassiti. I vermi si trovano principalmente nell’intestino e nello stomaco, nutrendosi delle sostanze assunte dai discus. La presenza di pochi esemplari non crea grossi problemi, come già detto in precedenza, ma quando il numero diventa elevato allora i pesci iniziano a soffrire con una grave compromissione del loro stato di salute.

I sintomi principali sono il dimagrimento, inscurimento, nervosismo e timidezza ed infine l’espulsione di feci bianche e gelatinose-trasparenti.In questo caso come cura possiamo provare con il Tremazol è un buon prodotto disponibile in farmacia,per branchiali e parassiti della pelle se però siamo in presenza anche di feci bianche,solitamente ci troviamo di fronte a flagellanti e/o vermi intestinali. In questo caso il Tremazol non ci aiuta, sarebbe meglio il Flagyl o il Flagellol della SERA.

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Qui a destra Oxyurida al microscopio mentre a sinistra osserviamo la apillaria

La Capillaria

Verme molto lungo e sottile, fra le due specie è quella più frequente nei discus malati. Produce delle uova particolari efacilmente rinvenibili nelle feci: un cilindro arrotondato alle estremità con due tappi ai lati osservabili ad un ingrandimento di 200-300 X. Quando il pesce è molto infestato è possibile rinvenire anche esemplari vivi nelle feci. Si riproduce molto facilmente e in grossi numeri. Fra le due specie di vermi è quella che arreca più danni ed è la causa principale delle morti dovute ai vermi intestinali.

L’oxyurida

Verme che si insedia prevalentemente del tratto iniziale dell’intestino. Molto più corto ma più spesso della capillaria, la sua sola presenza non crea problemi al pesce. Normalmente la sua riproduzione è lenta ed è difficile trovare molti esemplati nell’intestino di un discus. La presenza dell’oxyurida è quasi sempre associata ad altri parassiti che tutti insieme creano danni al pesce. Trovarla nelle feci è molto difficile, come pure le sue uova, solo in caso di grossa infestazione è possibile osservarla nelle feci.
La prevenzione
La trasmissione avviene per diretto contatto con i pesci colpiti per quanto riguarda gli Ectoparassiti;i vermi infatti sono capaci di riprodursi da soli infettando la vasca in pochi giorni.Gli endoparassiti invece,cioè i flagellati e i vermi intestinali,si diffondono grazie alle uova che,espulse dall’esemplare colpito,vengono ingerite dai coinquilini della vasca.Quindi a mio avviso il metodo assoluto piu’ importante di prevenzione è dato dall’introdurre in acquario solo soggetti ben quarantenati.

Malattie da Protozoi

La sintomatologia è abbastanza simile alle altre,ed i pesci colpiti si ricoprono di un velo diffuso torbido,vischioso,meglio osservabile sui pesci con colorazione scura;si muovono oscillando oppure a scatti e si sfregano di frequente contro il materiale di arredamento della vasca.In alcuni casi possono respirare in superficie.Questa tipologia di parassiti sono comunemente conosciuti con il nome di “malattie dei deboli”,poiché colpisce solitamente i pesci che sono indeboliti da stress o da cattiva alimentazione;gli animali in buono stato fisico attaccati da questi protozoi non manifestano alcun sintomo. Per quanto riguarda la cura posso dire che si ottengono buoni risultati adoperando formalina.Sempre in questa categoria di malattie possiamo includerci anche la Ictioftiriasi,nel pesce si vede subito che compaiono dei bunti bianchi,inizialmente sono pochi ma nell’arco di qualche giorno possono diventare numerosissimi.Il pesce colpito si difende con l’aumento della produzione di muco,senza però ottenere alcun risultato.In questo caso noi possiamo intervenire con del blu di metilene(0,01 g/5 litri d’acqua):nelle prime fasi della terapia si può innalzare di qualche grado la temperatura della vasca;se invece l’animale appare seriamente colpito,conviene intervenire solo con il blu di metilene.Se si tolgono tutti i pesci dalla vasca,questi protozoi muoiono nell’arco di 3 o 4 giorni.

Altra malattia molto frequente è l’oodinasi o malattia del velluto;questa si manifesta con una patina opaca,il cui aspetto ricorda il velluto,che riveste il corpo,tutto o in parte.Questo fenomeno molte volte interessa anche le pinne e le branchie.L malattia può durare anch qualche settimana,fino ad arrivare al distacco di aluni lembi di cute con formazione di ulere.Per quanto riguarda la cura si può tentare con del blu di metilene anche qui ma con scarsi risultati,mntre del solfato di rame allo 0,2 % in 100 litri di acqua può rendere un po’ di più(ricordiamoci in questo caso di alzare la temperatura fino a 33-34 gradi in modo che il batterio possa morire da solo).
Ultima malattia che rientra nella categoria protozoi è quella cosidetta del buco;questo termine deriva dal fatto che quando è in fase avanzata nella regione sopraorbitale si formano delle specie di buchi da cui esce del materiale poltiglioso biancastro derivato dalla necrosi dei muscoli della testa.Questa malattia produce comunque disappetenza con conseguente scuri mento,feci bianche e morte finale del discus.Per la cura possiamo provare con del metronidazolo 5 mg per litro di acqua al primo,terzo e settimo giorno.
Altra malattia che possiamo notare non riconducibile da questi protozoi è quella da crostacei e più in specifico la malattia della vescica natatoria;su alcuni miei discus mi è capitato di imbattermi contro questo tipo di malattia,ma purtroppo senza molti successi perché in questa fase per il pesce è molto difficile riprendersi;possiamo comunque tentare con degli antibiotici tipo la tetraciclina,e proprio nei casi in cui la vescica sia rigonfia è possibile sgonfiandola provando ad effettuare un piccolo foro tramite un ago;se si interviene tempestivamente le garanzie di successo aumentano.

La Farmacia dell’acquariofilo

Se  alleviamo discus in casa non dovrebbero mai mancare alcuni composti che devono essere tempestivamente adoperati in caso di emergenza,evitando cosi di far perdere  ore preziose per procurarseli come spesso accade;alcuni di questi sono il Tremazol,la formalina nome commerciale che si riferisce alla Formaldeide diluita in acqua al 37%;essa è un medicinale abbastanza aggressivo e va usato con cautela (le persone sensibili alla Formaldeide dovrebbero usare i guanti per il rischio di procurarsi un eczema), di conseguenza bisogna fare attenzione anche nei dosaggi per i pesci.
Sarebbe meglio evitare di curare i pesci nella vasca di comunità e predisporre una vasca speciale completamente vuota con un semplice filtro ed un aeratore; altro prodotto importante è il Blu di Metilene acquistabile in farmacia e consigliato sia per la vasca di quarantena e sia dopo aver effettuato dei cambi nella vasca di comunità,in dose di 3 mg per 7 giorni.

Nella maggior parte dei casi quando ci si accorge della malattia sono passati già diversi giorni dal contagio.Comunque bisogna sempre far riferimento ad alcuni consigli importanti:
1) Non mescolare mai diversi tipi di prodotti e provare per un certo periodo con una specifica ed unica cura
2) Dopo aver somministrato il farmaco,è consigliabile aerare accuratamente la vasca utilizzando una pietra porosa e controllare accuratamente il comportamento dei pesci
3) Quando si utilizzano i farmaci ponendoli nel filtro,nello stesso non deve esserci il carbone attivo
4) Sarebbe bene predisporre di una vasca anche non molto grande dove poter far fare la quarantena ai discus acquistati da poco o utilizzarla a limite per gestire pesci malati che hanno bisogno di cure.

Come considerazioni finali molto importante sono l’utilizzo di vitamine,oligoelementi,cibo fresco,(ad esempio quando prepariamo del pastone ricordiamoci di mettere sempre un po’ di aglio in modo da evitare qualsiasi tipo di malattia) ed effettuare  frequenti cambi di acqua;questi ultimi sono sicuramente ,data la mia esperienza, dei rimedi ottimi proprio considerando il fatto che non esiste un farmaco specifico e che comunque con delle piccole accortezze e una gestione buona dei valori dell’acqua delle nostre vasche potremmo evitare molti contagi e prevenire cosi l’insorgere di moltissime problematiche che potrebbero portare alla morte dei nostri beniamini.

Germani Loris

 
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