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12 Vediamo in questo articolo come riconoscere, evitare e curare le principali infezioni batteriche nelle nostre vasche.




Le infezioni batteriche sono uno dei più comuni problemi riscontrabili nel mondo dell'acquariologia. Possono essere causate da svariati fattori e possono essere altamente contagiose. In linea di massima nel corso degli anni ho riscontrato tre cause preponderanti che posso riassumere in:

-introduzione in acquario di pesci infetti trasportati da altre vasche ( proprie o da un negoziante )

-cattive condizioni dell'acqua

-sovraffollamento

Analizziamole in modo più dettagliato:

- Quando acquistiamo nuovi esemplari in negozio è bene controllare attentamente come si mostra a noi l' animale: non di rado è possibile riscontrare comportamenti anomali come pinne chiuse, ciondolamento, isolamento dell'esemplare rispetto agli altri, perdita di colore e di appetito. Inoltre possono essere associate altre possibili patologie come infezioni micotiche, fungine, ecc.

Purtroppo non è sempre semplice individuare soggetti a rischio soprattutto nelle fasi iniziali di malattia, tuttavia è comunque opportuno eliminare gran parte dei rischi  preparando una vasca di quarantena in cui isolare i nuovi esemplari da tenere in un periodo di prova ( in genere compreso tra i sette e i 14 giorni ) . In genere un esemplare sano e forte apparirà di un colorito molto intenso e un comportamento vivace, buon appetito e il riflesso di fuga ( quando si cerca di catturare il pesce in questione ) . Per questo motivo sarà possibile utilizzare eventuali medicinali durante il trattamento nella vasca di quarantena.

In caso di più vasche in casa è bene non utilizzare retini o accessori per acquario in comune perché possono essere diffuse varie malattie, è dunque necessario asciugare i retini e utilizzare prodotti di sterilizzazione, nel negozio online sono disponibili varie marche ma fondamentalmente il ruolo è lo stesso.

- Riguardo alle cattive condizioni dell'acqua sono necessari piccoli ma importanti accorgimenti che vanno controllati nel tempo e soprattutto con regolarità. Innanzitutto vanno controllati i valori ad ogni cambio dell'acqua. Nei miei acquari avviene in genere ogni tre settimane del 25\30 %, ma ogni acquariofilo potrà variare questa quantità e frequenza ( alcuni preferiscono cambiarne il 10 % ogni settimana, altri il 20\25 % ogni due settimana ) . Ricordiamoci di utilizzare un buon biocondizionatore, io utilizzo l'Aquatan della Sera o l'Acquasafe della Tetra, ma vanno bene anche le altre marche.

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E' fondamentale individuare un buon test che sia preciso ed affidabile. In commercio esistono test in stick e altri a reagenti. Generalmente i secondi sono migliori e consentono di misurare i principali valori dell'acqua come il PH, GH, KH, NO2 ed NO3, e secondariamente i fosfati, il calcio, ferro e altri importanti oligo-elementi da cui le piante traggono nutrimento. Io personalmente ho acquistato i Test reagenti Aquili nello stesso sito online e devo dire di essermi trovato abbastanza bene.

Sempre in questa ottica possiamo prevenire eventuali valori alterati ( come livelli abnormi di NO2 ed NO3 ) con un frequente e costante cambio parziale d'acqua, un buon filtro, una buona sifonatura del fondo dell'acquario e la presenza di piante in gran numero, per una buona ossigenazione.
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C'è da dire che i valori ottimali per i nostri pesci sono spesso differenti da una specie all'altra. Risulta dunque difficile accoppiare specie che necessitano un'acqua molto diversa, per questo motivo sarà bene scegliere se allestire un acquario di comunità oppure uno specifico per un certo tipo di pesci. Io attualmente possiedo solo acquari di comunità in cui sono presenti principalmente platy e guppy. I poecilidi in generale sono pesci facili da allevare, sono ovovivipari e partoriscono prole già in grado di nuotare e mangiare autonomamente ( anche se purtroppo le madri tendono a divorare i loro piccoli e sarà necessario separarli da essa dopo la nascita ) . Inoltre sono pesci resistenti e in grado di ambientarsi anche in acque che non possiedono valori ottimali. Il linea di massima i valori adatti per i nostri pesci poecilidi possiamo riassumerli in:

PH 7 \ 7,5
GH 10 \ 15
KH 6 \ 8
NO2 0
NO3 0

Sempre in questa ottica possiamo prevenire eventuali valori alterati ( come livelli abnormi di NO2 ed NO3 ) con un frequente e costante cambio parziale d'acqua, un buon filtro, una buona sifonatura del fondo dell'acquario e la presenza di piante in gran numero, per una buona ossigenazione.

- Il sovraffollamento è forse il punto su cui possiamo agire con più efficacia. In genere non c'è una regola universale ma in linea di massima bisognerebbe avere un piccolo pesce ( nel mio acquario in questione guppy o platy ) ogni due o tre litri d'acqua, o più in generale 1 cm per litro d'acqua; di conseguenza un piccolo guppy di 3 cm, per stare in discrete condizioni, dovrà disporre di almeno tre litri di acqua in cui muoversi, ma un volume maggiore non può che essere ben accetto. Sotto questa soglia il pesce potrebbe risentirne e col tempo manifestare una patologia.

Capiamo facilmente che il mondo dell'acquariofila risulta complesso e variegato allo stesso tempo, ma solo la passione e l'esperienza ci daranno la forza e la voglia di imparare sempre più. Non è da dimenticare che se si vorrà iniziare al meglio sarà necessario affrontare una spesa non indifferente che ci aiuterà volta per volta ad affrontare le diverse situazioni ( ed eventuali ) problemi.

Le infezioni batteriche sono uno di questi. Le tre cause elencate all'inizio della recensione ci aiutano a capire meglio dove possiamo agire. Ma quando un infezione si manifesta bisogna agire tempestivamente e soprattutto in maniera corretta.

Un'infezione può presentarsi in un pesce debilitato con basse difese immunologiche, e queste possono dipendere da un'inadeguata alimentazione oltre che da carenti condizioni dell'acqua. I pesci, come tutti gli altri animali, dovrebbero alternare un'alimentazione varia e ricca di contenuto proteico, di vitamine e di cibo vivo. Esistono vari tipi di mangime: in scaglie, liofilizzato, surgelato. Io utilizzo principalmente mangime in scagli Sera Vipan come alimento base, poi alternato e sostituito prevalentemente dal mangime in fiocchi Tropical SuperVit, conosciuto nello stesso sito acquariomania.net . Confrontando i vari siti che riportano i valori proteici delle varie marche e dei vari sottotipi ho riscontrato che la Tropical contiene un apporto mediamente maggiore di proteine e vitamine rispetto ai vecchi mangimi Sera che acquistavo.

Ecco i dati tecnici:

Vitamina A 38900 U.I./kg; vitamina D3580 mg/kg; lecitina.

Proteina greggia 48,0%; grassi greggi 8,0%; cellulosa greggia 3,5%; ceneri gregge 8,5%; umidità 6,0%.

I pesci lo gradiscono e accettano volentieri e i loro colori sono sempre vivaci e forti. Nello stesso sito ho notato che possiedono una grandissima varietà di questa m04arca. Un consiglio che do è di guardare sempre i valori dei nutrienti di ogni mangime che acquistiamo perché non potrà che esser un fattore positivo che aiuterà la crescita dei nostri pesci.

Oltre al mangime in scaglie utilizzo Dafne essiccate e sminuzzate in polvere o in pezzetti. Avevo letto da qualche parte che il loro contenuto proteico arriva addirittura al 46%: una bomba per i nostri cari animaletti! Senza dubbio gradiscono molto volentieri le Dafne ogni volta che le somministro, quindi credo che continuerò ad acquistarle anche in futuro.

Importante è anche la somministrazione di mangime con aglio. Possiamo tritare l'aglio e infondere di alcune gocce il mangime in scaglie di base, oppure possiamo acquistare il Tropical D-allio che ne contiene una certa percentuale già nei fiocchi. Ogni tanto somministro anche zucchine e piselli tritati, questo capita però raramente in quanto i pesci si nutrono già delle foglie delle piante che si trovano nell'acquario.

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Un' infezione batterica può essere causata da un gran numero di specie batteriche: Purtroppo in alcuni casi è possibile notare sintomi e segni che differiscono notevolmente quanto a localizzazione e natura, ed è in questi casi che diventa difficoltosa anche una corretta diagnosi.
L'ideale sarebbe disporre di un piccolo laboratorio dotato di un buon microscopio e una buona conoscenza sugli stessi batteri, ma come sappiamo questo non capita di frequente. E' pur vero che sarà possibile portare i nostri pesci o l'acqua del nostro acquario in un laboratorio zooprofilattico e aver accesso così alle informazioni necessarie sui nostri “ ospiti “.

Le infezioni batteriche si riconoscono per diversi aspetti. Fondamentalmente si possono notare come puntini bianchi in corrispondenza di pinne e coda, come piccole macchie bianche o grige che differiscono da quelle visibili in presenza di Ictio per la maggior grandezza e il minor numero, oltre che per la localizzazione meno generalizzata.

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Molto frequente è la possibile localizzazione nei bordi più esterni delle pinne, soprattutto dorsale.

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Sempre in questo discorso rientrano alcune malattie tra le quali troviamo la

Malattia colonnare. Essa è causata dal batterio Flexibacter columnaris ( batteri privi di flagelli ) ed è una malattia che se non curata velocemente riesce ad attaccare tutti i pesci presenti in acquario. Si riconosce in quanto colpisce le pinne e la coda apportando una necrosi dei tessuti che appariranno biancastri, e spesso anche della bocca ( vedi foto seguenti ) . Alla fine se non curato il pesce manifesterà erosioni con ulcere nei tessuti. Possiamo capire bene che per questi esemplari sarà utile utilizzare vitamine per rinforzare il loro epitelio e abbassare di qualche grado la temperatura se questa è già compresa nell'intervallo 25\30 gradi, in quanto i batteri crescono bene entro questo range e potremo così indebolirli parzialmente.

Alcune sostanze sono utili per eradicare il batterio e a questo rispondono  l'acriflavina nelle dosi di 1 grammo ogni litro d'acqua, per 4\5 giorni circa.

Un'altra malattia tipica è la Corrosione delle pinne e della coda, causata dai batteri Pseudomonas,  che si nota con una perdita di colore del bordo più esterno e successivamente sbiancamento e necrosi. Come per la malattia colonnare possiamo effettuare un trattamento a base di acrilavina ma sono valide anche altre sostanze come la Nitrofurantoina nelle dosi di 50 mg ogni 18\20 litri d’acqua circa, per  14 giorni.

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La cute è il luogo in cui si manifestano le macchie. Ovviamente tendono ad avere una forma ovale o allungata, e nel secondo caso si può localizzare principalmente nel ventre, dorso e delle volte a livello branchiale con vistosa respirazione difficoltosa.

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Come dobbiamo agire quando l'infezione progredisce?

Il mantenimento della temperatura intorno ai 25° aiuterà i pesci a disporre di più ossigeno possibile, inoltre un cambio parziale d'acqua può essere un primo valido aiuto, ma per eradicare il batterio e dunque la malattia sarà necessario ricorrere ad alcuni medicinali. In  commercio ne esistono vari tipi e varie marche che possiedono lo  stesso principio attivo blu di metilene, ma personalmente utilizzo il Faunamor, il Dessamor Aquarium Munster ( entrambi contengono Blu di Metilene ) o il MICROBE-LIFT Artemiss come indicato nelle istruzioni ( 1 ml di MICROBE-LIFT/Artemiss ogni 19 litri (5 US gal.) ogni giorno per 10 giorni, o 5 mL per 95 litri ogni giorno per 10 giorni ).  E' un prodotto veramente molto valido. Alcuni acquariofili utilizzano il sale in una vaschetta per rendere la mucosa dei pesci più “attaccabile” dai medicinali, ma io non ho molti dati al riguardo.

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14I medicinali si possono mettere direttamente in acquario o in vaschette separate insieme ad un areatore acceso o a dei prodotti come il Sera O2 Plus che fornisce ossigeno in polvere. L' ossigeno è necessario per aiutare il pesce a riprendersi dai medicinali. Ricordiamo infatti che un uso eccessivo può danneggiare seriamente l'animale e avere un effetto collaterale che può condurre nei casi più gravi a morte.

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L'esperienza ci aiuterà a non commettere più gli errori che strada facendo si potranno incontrare. Buona fortuna.

Alessio Mirko Lai
 
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