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Home Articoli I Ciclidi e le Piante
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ciclidiTutti noi sappiano che i ciclidi e le piante non vanno molto d'accordo sullo stesso acquario, ma perchè rinuciarvi? Ecco un approfondimento su come e quali piante allevare con i ciclidi di Alessandro Negri.

 

Essendo acquariofilo di vecchia data sono stato stregato dal mondo dei ciclidi solo in tempi relativamente recenti ( circa 10/12 anni). gli anni precedenti li ho spesi allevando le specie più disparate ma i miei acquari avevano tutti un minimo comun denominatore....erano tutti ricchi di piante sia che si trattasse di allevare anabantidi o discus (si vabbeh anche loro sono ciclidi!!!) le mie vasche erano sempre ricche di vegetazione.
Quindi approdato nelle acque del Malawi mi sono ritrovato in un mondo totamente diverso, coloratissimo e vivace....ma privo di piante (superiori) o quasi, quindi???


Informatomi tramite la lettura di letteratura specializzata e resomi conto della effettiva incompatibilità tra mbuna e piante mi si parava davanti un dilemma...attenermi strettamente a quello consigliato quasi ovunque..cioè dire addio alle mie adorate piante oppure forzare un pochino le cose ed inserire qualche esemplare sperando che non diventasse un pranzetto per i miei amici pinnuti!!!


Il problema è abbstanza diversificato in quando sia le caratteristiche dei pesci che quelle dell'acqua e dell'illuminazione per un acquario malawi sono quasi incompatibili con la maggior parte delle piante un commercio.


Dopo alcuni tentativi ho ottenuto buoni risultati coltivando un ristretto numero di specie che sono risultate discretamente compatibili.


Il fatto è che quelle più indicate sono le piante con foglie coriacee come anubias e microsorum.. il problema con queste specie è che sono a crescita lentissima e quindi in tempi relativamente brevi sono destinate a ricoprirsi inevitabilmente di alghe a causa dei valori dell'acqua e dell'illuminazione non proprio da acquario olandese che i nostri beniamini amano.


Ho riscontrato un buon successo inserendo in vasca Vallisneria Gigantea e Crinum thaianum due specie a crescita discretamente veloce e molto robuste che hanno dimostrato di resistere agli attacchi dei ciclidi in modo più che dignitoso.


Inoltre la presenza di un boschetto di queste piante mi fa illudere di non aver forzato troppo le cose in quanto danno un aspetto molto naturale alla composizione se accostate ad in un allestimento roccioso.


Ma la mia testardaggine nel voler inserire le piante non è sono dovuta ad un fattore estetico. Le piante offrono rifugio agli avannotti  ed essendo a foglia allungata creano barriere visive tra i vari maschi dominanti formando dei territori ben divisi, ma sopratutto la presenza di queste piante aiuta non poco nello smaltimento delle sostanze azotate, in primis nitrati, coadiuvando il filtro in questo gravoso compito. Inoltre essendo a crescita veloce la formazione di alghe sulle foglie risulta molto limitata se non addirittura assente in quanto lo sviluppo rigoglioso delle piante tende ad ostacolare la crescita delle alghe entrando in competizione con queste ultime. Infatti dobbiamo ricordarci che sia le alghe che le piante si nutrono delle stesse cose quindi....se le piante si svilupppano sottraggono nutrienti alle alghe..ed è vero anche il contrario,cioè con piante sofferenti avremo inevitabilmente un avanzare delle alghe in acquario.

Innanzi tutto se stiamo allestendo un acquario nuovo è bene lasciarlo maturare con solo le piante per circa 2/3 settimane dando loro modo di radicarsi e cominciare a crescere ed propagarsi. Solo quando le piante dimostrano di essere rigogliose e floride possiamo pensare di inserire i nostri pesci. 

 

Vasca con pianteIn questa vasca (120x50x60) avevo inserito soltanto vallisnerie nella parte posteriore, ma nell'arco di un paio di meso avevano ricoperto la vasca  propagandosi tramite piante avventizie, in modo del tutto casuale donando all'insieme un aspetto molto naturale.




Ma non sempre è possibile inserire le piante prima dei pesci quindi bisogna escogitare dei sistemi per far si che le operazioni di scavo dei nostri amici non vanifichino i nostri sforzi. I sistemi che ho utilizzato sono sostanzialmete due.
Il primo è quello di proteggere le radici delle piante con delle rocce disposte alla loro base mentre il secondo è quello di metterle  a dimora all'interno di piccoli vasi opportunamente forati per permettere la circolazione dell'acqua. Questo sistema ci permettere di inserire le piante ovunque nell'acquario magari anche tra le rocce dove non potremmo piantarle preoccupandoci solo di occultare il vaso con altre rocce. Questo sistema ci permette, inoltre di poter fertilizzare  il fondo presente nel vaso a tutto vantaggio dell'apparato radicale delle piante.


Un altro problema che si pone in questo tipo di allestimento è quello dell'illuminazione in quanto uno spettro luminoso adeguato alla crescita delle piante va a scontrarsi con le esigenze di luce dei nostri beniamini.


Attraverso molti tentativi ho raggiunto buoni risultati abbinando lampade a 18000 K (aqua glo) a lampade a 6700 K (life glo) nel rapporto 1 a 1.
In questo modo sono riuscito ad ottenere uno spettro luminoso che non alterasse i colori dei pesci ma che al contempo permettesse una crescita rigolgliosa delle piante.
Per una maggiore resa cromatica dei pesci sul blu per un certo periodo ho abbinato alle lampade anche un neon a luce blu tipo attinico ma di wattaggio inferiore agli altri due nel rapporto di 1 watt di luce blu per ogni 5 watt di luce normale. La resa cromatica dei blu era stupefacente ma alla lunga questo tipo di luce mi ha sempre causato una crescita di alghe rosso brune molto antiestetiche..mentre un potenziamento con un ulteriore life glo ha spesso causato un aumento di alghe verdi molto più gradevoli esteticamente oltre che più appetibili per i nostri mbuna.

 
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