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Home Articoli Così il mio Pastone per i ciclidi...by Marco Isidori
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RICORDIAMOCI CHE...

I pesci che vivono in natura si sono adeguati e specializzati nel corso di milioni di anni, come tutti gli altri esseri viventi a determinati modi e tipi di alimentazione abbondantemente o scarsamente presente nel loro particolare ambiente naturale. Oltre alla dovuta considerazione delle differenti esigenze ambientali, l’alimentazione sana e responsabile che rispetti le esigenze nutrizionali dei “pesci d’acquario”, costituisce uno dei più importanti ed interessanti compiti dell’acquariofilo. In questo caso non si tratta solo di offrire la razione quotidiana del mangime che ci capita per primo tra le mani, ma piuttosto di soddisfare i peculiari bisogni alimentari dei nostri amici “pinnuti” nel modo possibilmente ottimale. Un assortimento e varietà di mangimi, che ogni acquariofilo dovrebbe avere diciamo “a portata di acquario”, che nella sua composizione soddisfi in modo possibilmente completo i bisogni alimentari dei pesci, contribuisce notevolmente, insieme alle adatte condizioni ambientali come la qualità dell’acqua, a rafforzare il sistema immunitario contro le malattie. Pertanto anche la disponibilità a deporre le uova viene altrettanto favorita da un’alimentazione varia ed appropriata. Pesci alimentati in modo adeguato, secondo le loro necessità, possono superare brillantemente situazioni di stress “passeggere”, senza giungere subito alla manifestazione di una malattia. Un’alimentazione “errata” provoca oltre possibili danni degli organi interni (steatosi epatica, infiammazioni ed occlusioni intestinali, ecc.) un indebolimento del sistema immunitario, e facilita attraverso agenti patogeni, il contagio dei pesci. Tra i vari fattori di stress ne cito alcuni “classici”: trasporto dei pesci, variazioni dei valori chimici dell’acqua (per esempio durante i cambi d’acqua) e le continue “immersioni” delle mani nell’acquario, ecc. Inoltre bisogna ricordarsi che anche la migliore alimentazione no può salvare i pesci da stress “permanente”: valori dell’acqua inadeguati ad i pesci ospitati, errata combinazione di specie diverse, sovrappopolamento dell’acquario, incompatibilità tra i pesci ospitati, ecc., e quindi pesci sottoposti a queste condizioni, cadranno vittime di malattie ed una ingiusta morte! Una giusta alimentazione dei pesci d’acquario dovrebbe dunque essere sempre accompagnata da una responsabile impostazione del loro ambiente naturale a quello artificiale dell’acquario. Ora tralasciando i componenti alimentari quali proteine, lipidi, carboidrati, fibre, vitamine e minerali già trattati in un altro articolo, vorrei solo ricordare due cose da evitare. Una regola base da non dimenticare è quella di evitare i lipidi derivati da animali a sangue caldo (vitello, maiale, mammiferi in genere, ecc.) dato che rimangono rigidi alle temperature di somministrazione (in acquario 25°C / 28°C), e vengono eliminati quasi non digeriti dai pesci, il che potrebbe causare gravi infiammazioni ed occlusioni intestinali spesso mortali. Dovrebbe essere un’abitudine diffusa quella di controllare l’etichetta di un mangime, per vedere se nel contenuto siano presenti tali prodotti così da evitarli. Negli ultimi tempi c’è da tener presente lo scalpore della “mucca pazza” alimentata con farina animale; la natura ha dato una regola a tutto: un leone non può nutrirsi di soli vegetali e le mucche non possono alimentarsi con la carne. Vale anche la regola che solo i grassi in stato liquido alla temperaturaambientale della relativa specie di pesce in genere 25°C / 28°C sono adatti al nutrimento dei pesci. La seconda regola base è quella di non somministrare Tubifex (piccoli vermi filiformi) vivi o congelati ai nostri pesci. Questi vermi che vivono nel fango di acque di scarico spesso inquinate, potrebbero sicuramente veicolare in acquario malattie, quindi se ci teniamo ai nostri Ciclidi evitiamo di nutrirli con i Tubifex, in alternativa ci sono molti altri “animaletti” da dare in pasto ai nostri “pinnuti” (un esempio di altro cibo vivo: artemie, dafnie, gammarus, ecc.). Come si legge nel titolo “Così il mio pastone per i Ciclidi” ed è di questo che vi vorrei parlare, non si scopre di certo l’acqua calda, penso che molte altre persone appassionate i questi pesci si cimentino per preparare questo cibo, chi più chi meno annovera una ricetta segreta od un ingrediente “miracoloso”, poi si trasforma in uno “chef”. Ciò che racconterò in queste righe è stato provato per diversi anni e tuttora sui pesci ospitate nelle mie 10 vasche. Così preparo circa 2 kg di pastone, ma dividendo le dosi in proporzione se ne può fare anche meno, gli ingredienti che poi si trovano nei “grandi magazzini del congelato” sono dei gamberi interi (con tutto il guscio, anche con la testa), cozze sgusciate, piselli, spinaci. Poi da acquistare da altri negozi la colla di pesce in fogli, ho comprato la confezione da 6 fogli, e ne occorrono 9 confezioni, circa 108 grammi; l’Alga Spirulina in polvere (purissima, non usate le compresse per i pesci) la potete trovare in erboristeria, o come ho fatto io in un negozio di ornitologia, ne ho trovata in barattoli da 50 grammi purissima, in polvere ad un  prezzo irrisorio (vedi tabella). Ci serviranno poi i pellets da polverizzare, ma sempre che non contengano carne o derivati di animali a “sangue caldo”; in ultimo dei sacchetti trasparenti per congelare il pastone (sacchetti per uso alimentare). Ora veniamo alla preparazione, lo strumento per la preparazione del pastone, di cui avrà bisogno il nostro “chef”, è un robot da cucina per triturare il tutto, ma io adopero sempre un frullatore ed un tritacarne. Una volta scongelati gli ingredienti (vedremo poi nella tabella il peso dei prodotti sarà sceso) iniziamo a tritare nel tritacarne i gamberi interi, piselli, cozze e spinaci. Una volta tritati li ripasso al frullatore un po’ alla volta per ridurlo anche un più fine. Una volta svolta tutta l’operazione di frullatura, si passa il composto in una pentola e con l’aiuto di una “frusta” (non per i cavalli) si amalgama bene il composto, la polvere di spirulina e di pellets. Ora arriva il momento più importante, cioè quello di unire al pastone la gelatina; da qui dipende la nostra bravura “culinaria” perché se la gelatina non legherà bene il composto, quando si somministrerà ad i nostri pesci si scioglierà in vasca per creare l’effetto “nebbia in Valpadana”. Seguiamo bene le istruzioni portate nelle confezioni di colla di pesce, io sciolgo la colla, tutti i fogli in un recipiente a “bagnomaria” (metodo conosciuto in cucina per sciogliere o cuocere alimenti usando una pentola contenente acqua in ebollizione e vi si immerge un’altra pentola più piccola, in cui viene sciolto, l’ingrediente, per noi la colla di pesce). Anche il pastone viene cotto a “bagnomaria” perché quando uniremo la colla sciolta avremo il tempo di mischiarla bene al composto prima che si solidifichi e formi dei grumi. Una volta completata questa operazione, trasferiamo il pastone in vari vassoi, distribuendolo per un’altezza di circa  4-5  millimetri, per poi posizionarlo qualche ora in frigorifero per farlo raffreddare e gelatinificare. Se avremo svolto le precedenti operazioni in modo ottimale il pastone quando uscirà dal frigorifero sarà gelatinificato e pronto da tagliare in porzioni, per poi essere congelato. La cucina è chiusa, dopo aver lavato tutto altrimenti la madre o la moglie ci dichiarerà guerra. Somministro 4 volte alla settimana il pastone ai miei Ciclidi e ogni somministrazione non più di una volta al giorno, le altre volte utilizzo alimenti congelati, liofilizzati (artemie, mysis, krill pacifica) e in granuli (sempre che non contengano nei loro ingredienti carne o derivati di animali a “sangue caldo”). Vedere avannotti che crescono velocemente, esemplari sub – adulti che si colorano molto prima, e pesci adulti slanciati e non “obesi e grassi” per me è una grande soddisfazione specialmente quando si “azzuffano” per riuscire a mangiare un pezzetto di “pastone”. Spero che con queste righe qualcuno abbia trovato un modo per integrare la dieta dei propri pesci non sempre “la solita minestra”, e di aver ripulito la coscienza di chi compra ad occhi chiusi “carne per pesci”! Buon cambio d’acqua a tutti!

TABELLA 1

ALIMENTI CONGELATI

ALIMENTI DA AGGIUNGERE AL PASTONE

*Una confezione di colla di pesce è composta da 6 fogli del peso totale di 0,012 kg e costa 0,79 euro, nel pastone ho utilizzato 9 confezioni cioè 54 fogli per un peso di 0,108 kg ed una spesa di 7,11 euro.

Le vitamine vengono aggiunte prima della somministrazione del pastone sia liquide che in polvere e quindi non congelate nel pastone.

Spesa totale 26,32 euro
Peso totale pastone kg 2,096
 

 

 
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