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Scheda Casuale
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Home Articoli Congresso AIC di Faenza 2010
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aicUn caro amico di AcquariomaniA, Massimo, si è recato all'ultimo congresso dell'AIC (Associazione Italiana Ciclidofili), tenutosi a Faenza il 18 e 19 Settembre 2010. Ecco il suo reportage...

Cronaca di una partecipazione al congresso AIC 2010

Sabato 18 settembre e domenica 19 ha avuto luogo a Faenza l’annuale congresso dell’AIC (Associazione Italiana Ciclidofili) che, come dal nome si può intuire, riunisce gli acquariofili italiani appassionati di Ciclidi.

Che siano ciclidi del Malawi, Tanganika o Vittoria, fluviali africani o ciclidi del Madagascar, dell’America centrale o meridionale sono tutti pesci che rientrano nell'interesse dell'AIC e dei suoi associati, categoria alla quale ormai anche il sottoscritto appartiene da qualche anno.

Quest’anno finalmente ho potuto partecipare per la prima volta al congresso e ne sono felicissimo, anche se un impegno mi ha impedito di essere presente a Faenza il sabato.

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Domenica, insieme al mio amico e compagno di avventure ciclidofile Bruno, ci siamo svegliati presto (io ancora prima perché sono più lontano) e ci siamo incamminati pieni di aspettative e di pesci da scambiare per la città di Faenza.

In occasione di questo evento che prevede conferenze e altro sul tema ciclidi c’è la possibilità di scambiare, vendere e acquistare ciclidi tra soci e all’uopo sono allestite vasche per ospitare i pesci che si decide di scambiarci tra soci.

Bruno che è di Montemarciano, quindi un po’più vicino di me a Faenza, la  settimana prima dell’evento, ha avuto  l’encomiabile impulso di offrire il proprio aiuto per allestire le vasche del congresso e  avrei aderito anch'io se questi impegni non  fossero stati all’interno della settimana di lavoro (Bruno ha il vantaggio di essere pensionato).

E' chiaro che tutti i contatti e gli accordi preventivi tra soci vengono effettuati utilizzando il forum che anima la vita dell'AIC.

La conferenza di domenica era tenuta da un esperto tedesco (Loose) che ha parlato dei suoi viaggi di studio presso il lago Tanganika, le sue parole che ci arrivavano da una traduzione simultanea erano corroborate dalle affascinanti immagini di un filmato girato da lui stesso e dai suoi compagni di viaggio.

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Il suo interesse era focalizzato sulle specie ittiche ma anche sui problemi dei paesi che si affacciano su questo lago e sui travagli della popolazione attanagliata da vari problemi che vanno dalla povertà alla guerra civile.

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Immediatamente dopo si è tenuta la riunione dei soci per l’elezione del presidente e del direttivo e si è discusso delle varie prospettive per il futuro dell’associazione, soprattutto per farla conoscere di più e tentare di diminuire la differenza di iscritti esistente tra l’associazione italiana e le associazioni francese e tedesca che vantano adesioni molto più alte.

Momento finale prima dei saluti è stato quello della ormai tradizionale lotteria dove ho avuto la fortuna di fare un buon rifornimento di mangimi e dove il solito socio fortunato degli anni passati ha avuto modo di riconfermare la sua ben nota fama di fortunato, tra le vibrate ma amichevoli proteste di tutta l'assemblea.

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Purtroppo mancando il giorno di sabato ho perso l'altra conferenza di Loose sempre sul tema Tanganika e quella di Fabrizio Reo che descriveva il comportamento del genere lethrinops  ( lago Malawi) in natura e in acquario, ma avrò modo di recuperare i prossimi anni con altri argomenti.

Il bello di questi eventi, oltre alle notizie e alle conoscenze che si acquisiscono, è anche costituito dalla possibilità per noi ciclidofili di conoscerci di persona, finalmente ho potuto dare dare un volto a chi spesso conoscevo solo come un “nick” del forum.

Oltre a questo c’è stato il grande piacere di ritrovarsi in tanti con lo stesso interesse che mi sento di definire piuttosto “passione” e di parlare dell’argomento che ci accomuna, ma non solo di quello, anche di altro, come vecchi amici che finalmente hanno la possibilità di conoscersi dal vivo.

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Al ritorno tanta stanchezza ma anche tanta soddisfazione per le esperienze vissute e per il “bottino” ittico riportato a casa.

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Massimo Raiconi

 
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