Una delle maggiori soddisfazioni per ogni acquariofilo è la riproduzione dei pesci ed il corretto allevamento e riproduzione delle piante acquatiche. In questo ultimo anno si stanno rivalutando molto gli acquari “ricchi” di piante, per così dire “olandesi” grazie ai nuovi prodotti ad uso acquario logico; dai terricci di fondo dalle svariate provenienze, i relativi arricchitori minerali, fertilizzanti di ogni tipo: liquidi, spray, in compresse, e per ognuno di loro i vari dosaggi, giornalieri, settimanali, quindicinali, ecc., per non parlare poi dei vari tipi d’illuminazione. Ma non è delle cose citate sopra che vorrei parlare in questa mia esperienze ma bensì della CO2 ovvero l’anidride carbonica, l’altro aspetto fondamentale per una sana crescita della vegetazione acquatica. Oggi vengono offerti sul mercato, nei vari negozi del settore, svariati kit per la CO2 a partire dai 50 ai 200 € per gli impianti con bombolette “usa e getta”, ai kit di livello professionale diciamo, completi di manometro, elettrovalvola, regolazione fine, bombole della CO2 ricaricabili e con maggiore capienza, ecc., e in questo caso il prezzo supera il costo di un acquario medio. Molte persone sono restie nel capire l’importanza fondamentale della CO2 per le piante ed il fattore economico sicuramente blocca il suo possibile utilizzo in acquario. Molte altre persone sostituiscono nei propri acquari le piante morte con altre nuove, senza sapere che siano i fertilizzanti, la qualità e quantità di luce per la fotosintesi clorofilliana, la CO2, ecc. Un impianto per la CO2 con bombola “usa e getta” abbiamo detto che viene a costare sui 150 € circa e la bomboletta di una nota ditta contenente 11 gr. di CO2, nella mia città viene venduta a circa 20 € cioè più di 1,8 € al grammo!!! La CO2 è un gas, di cui circa lo 0,005% è presente nell’atmosfera, perciò in quantità molto bassa. La CO2 invece è presente in abbondanza in natura, come anione di acido carbonico nei sali, un esempio è il marmo (carbonato di calcio) o la dolomite (carbonato doppio di calcio), ecc. Ora vorrei farvi conoscere il metodo, che uso da anni ormai, per procurarmi la CO2 ad un costo basso; spero vivamente che qualcuno voglia provarlo sia in acqua dolce che in quella marina (per esempio nel reattore di calcio) per convincersi dell’utilità di questo gas. Certamente sono sicuro di non aver scoperto “l’acqua calda” e penso che altre persone avranno avuto quest’idea. La CO2 viene a formarsi sfruttando la reazione chimica tra il bicarbonato di sodio e l’acido citrico. Sono sostanze di facile reperibilità (per esempio in farmacia) e non necessitano per altro di scegliere il tipo, la marca, o la qualità, per esperienza personale, il prodotto più economico va molto bene.

Con circa 1,5 € di acido citrico e bicarbonato di sodio di ha una produzione di 140 grammi di anidride carbonica, cioè pochi al grammo!!! La “formula” per produrre la CO2 è la seguente: 200 gr. di acido citrico e 260 gr. di bicarbonato di sodio.

UN PO' DI FAI DA TE

Per innescare la reazione chimica, la procedura è la seguente: si prende una bottiglia di vetro, da preferire quelle da spumante, la si lave e si asciuga accuratamente nel suo interno. Si prendono poi due pezzi di tubo usati per l’aeratore (importante che siano quelli al silicone) e li sigilliamo nel collo della bottiglia, il tutto con l’uso del silicone. I tubicini serviranno poi per il collegamento al diffusore della CO2 e per l’innesco iniziale del gas. Si preparano il bicarbonato di sodio e l’acido citrico nelle loro grammature facendo attenzione nel maneggiarli e nel tenerli in contenitori asciutti onde evitare la formazione di grumi. Si mescolano bene i due composti sempre usando attrezzi asciutti in quanti una goccia d’acqua potrebbe innescare la reazione e quindi una perdita di CO2. Con molta pazienza e con l’aiuto di un imbuto di carta si introduce il miscuglio di polveri da uno dei due tubicini ed il “gioco” è fatto. Molti avranno pensato di introdurre le polveri e poi siliconare il tutto, ma ciò non può essere fatto perché il bicarbonato reagisce con l’acido acetico del silicone, che sviluppa durante la sua polimerizzazione e quindi si avrebbe una perdita di CO2. È opportuno lasciar asciugare bene il silicone per due, tre giorni prima di inserirvi le polveri. Ad uno dei due tubicini vi inseriamo un rubinetto per l’aria (fissandolo con due fascette per uso idraulico o con il silicone) mentre l’altro ci serviva per innescare la reazione, per poi chiuderlo con un morsetto. Una volta sistemato il tutto (diffusore di CO2, ecc.) si innesca la reazione, con l’aiuto di uno o due morsetti. La reazione è immediata e la polvere inizierà a schiumare producendo la nostra CO2.

ALCUNI CONSIGLI UTILI

È consigliato fasciare la bottiglia con del nastro adesivo, (lasciando una finestra 5 cm x 5 cm per poter verificare ogni tanto la reazione dei composti) in questo caso, un urto improvviso od una caduta accidentale, ci eviterà di raccogliere i frammenti di vetro sparsi per la casa. Meglio ancora se riusciamo ad inserire la bottiglia in un tubo di PVC (per uso idraulico) o rivestire la stessa con del polistirolo, costruendogli una scatola e fissando le sue pareti con del nastro adesivo. Se si rispettano i valori, i pesi dei reagenti e il loro rapporto, essi reagiranno completamente ed alla fine non si avrà alcun componente in eccesso. Prima di sostituire il composto, o chi vuole la bottiglia, con una nuova, si può provare ad aggiungere un po’ d’acqua per verificare se si riinnesca la reazione dei due composti. Se dobbiamo prelevare molta CO2 alla volta per diversi diffusori possiamo collegare al tubo chiuso con il morsetto un’altra bottiglia, preparata allo stesso modo, ma senza la miscela di polveri, al che ci servirà come riserva. Ora che siamo riusciti ad ottenere l’anidride carbonica  ad un prezzo bassissimo non ci resta che ammirare il ringraziamento delle piante sotto forma di una sana crescita sazie di CO2. Se poi ci siamo veramente convinti dell’importanza fondamentale della CO2, con bombole ricaricabili, e tutti gli optional possibili, sempre che ciò non implichi una pericolosa “tendenza al rosso delle nostre finanze”, e senza ricorrere a questo “marchingegno” per la produzione di CO2 se pur efficace.

 

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