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Un approfondimento su uno dei pesci più particolari della barriera corallina il Canthigaster Valentini:

Famiglia: Tetraodontidae

Ordine: Tetraodontiformi

Nome latino: Canthigaster Valentini

Dimensioni max: 11 cm

Diffusione: Indo-Pacifico; vagabondo in Galapagos

Habitat: Barriera corallina

Profondità in natura: 1 – 55  mt
 
Temperatura: 25 – 28 °c

Ph: 8.0 - 8.4

 

Descrizione:

Dall’immagine in alto possiamo notare il muso lungo e striato, dotato in prossimità degli occhi di due piccoli fori come narici, il corpo, tipico del genere, parzialmente strutturato da una corazza ossea.
Gli occhi sono straordinariamente mobili e dai colori affascinanti. La livrea parzialmente di colore bianco e grigio è caratterizzata da quattro macchie nere che lo sellano in entrambi i lati, la coda e le pinne mostrano accenni di colore giallo per terminare nella pinna caudale completamente gialla. Quest’ultima, quasi sempre chiusa, viene utilizzata come timone per gli spostamenti e raramente possiamo notare la sua apertura a ventaglio (foto a lato).
Le restanti quattro pinne, sempre in movimento, vengono utilizzate per la propulsione; due sono pettorali con 17 raggi a ridosso delle aperture      
branchiali, la dorsale e l’anale sono di dimensioni inferiori (9 raggi). In natura, il piccolo Valentini, si circonda di sue simili femmina formando un vero e proprio harem. Ogni giorno depone le uove nelle alghe, accoppiandosi con femmine differenti.

Alimentazione

Il Canthigaster Valentini si ciba molto volentieri di coralli duri, piccoli molluschi, crostacei e invertebrati.

Curiosità e Acquariofilia

La scoperta e la diffusione delle informazioni di questo piccolo pesce palla, viene attribuita a Pieter Bleeker (1819 - 1878) medico olandese e ittiologo, che svolse un importante lavoro sui pesci dell’Asia orientale.
Non molto difficile da ambiantare, ma inadatto ad acquari con invertebrati. Pedilige mangime surgelato, ma anche mangime secco in granuli di buona qualità.
Convive senza problemi con pesci di barriera in un acquario da almeno 100 litri, molto lento nel cibarsi, a volte rischia di rimanere senza cibo; per questo viene consigliato di osservarlo durante la pappa. Se infastidito il pesce tende a rigonfiarsi come strumento di difesa, l’aumento di volume può raggiungere più della metà della sua grandezza. Inoltre, il suo corpo, è arricchito da una sostanza molto velenosa.
Nelle vasche di piccole dimensioni è consigliabile inserire solamente un individuo della specie Canthigaster.
E’ molto resistente alle malattie in acque ben filtrate ed areate; a questo dobbiamo associare cambi parziali dell’acqua, con sifonatura del fondo.
Dal carattere tranquillo e sicuro ama essere osservato, la nostra presenza non lo infastidisce affatto, anzi, molto spesso si ferma vicino al vetro per guardarci negli occhi; questo aspetto lo rende davvero unico.

Ad ogni dubbio, la caratteristica più affascinante è il suo modo di riposare. Come possiamo vedere dalle foto successive, il piccolo Valentini è solito dormire profondamente, per fare ciò utilizza il proprio ventre come ventosa. La sua pelle, subisce un cambiamento di colore per rendersi il più possibile invisibile, e il pesciolino resta tranquillo, fermo e soprattutto addormentato, per oltre otto ore.

Per diversificare, a volte opta per addormentarsi in un angolo della vasca.

Biologia dei tetraodontiformi

Come tutti i tetraodontiformi, il Canthigaster Valentini è dotato di una estroflessione sacciforme sottile e dilatabile che, poco a poco, può essere rimpita dall’acqua deglutita. Questo è permesso da delle apposite valvole che si trovano nelle aperture branchiali e da una struttura ossea flessibile che permette l’estensione.
I tetraodontiformi sono portatori, in età adulta, di un veleno molto conosciuto e letale; la tetraodotossina (ttx) e si tratta di potentissimo inibitore del reticolo del calcio nei muscoli. Resta, comunque, un grande rischio rivolto ai soli esseri viventi che si cibano di questo pesce.
La bocca risulta piccola ma straordinariamente potente e capace di tritare cibi duri come coralli, crostacei e molluschi. Il suo segreto sta nella mascella ossea molto simile a quella di un becco di uccello.
Tipico della specie è il movimento sinuoso ed estremamente preciso, questa caratteristica di nuoto viene esaltata dalla pinna dorsale e da quella anale che permettono il movimento in avanti e dietro; le pinne pettorali e quella caudale completano il movimento a 360°. Il tipico ambiente di vita sono le barriere coralline e grazie alla sua mobilità non esita ad inserirsi in spazi ristretti ed angusti se spaventato.

Conclusioni

L’intelligenza, il movimento elegante e la sua calma ne fanno delle doti molto attrattive per noi acquariofili. Se ben abituato sembra mostrare disinteresse per i nostri coralli lps, ma attenzione, il Valentini è sempre in agguato.

 

Fotografia e redazione a cura di Mangiaterra Marco

 
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