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Home Articoli Allevamento Sternotherus Odoratus
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icoVediamo come allevare questa splendida tartaruga americana.

 

 

Questa piccola tartaruga americana è divenuta piuttosto comune grazie alle dimensioni ridotte ed al fatto che può tranquillamente essere ospitata in acquari di medie dimensioni.

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In natura la sternotherus è diffusa negli U.S.A. dal Texas alla Florida fino al Maine, e popola generalmente stagni, laghetti poco profondi e corsi d’acqua a lento scorrimento.

Allevo da più di un anno un esemplare di questa specie, che, da adulta, arriva a misurare fino a 13 cm di ampiezza del carapace, anche se raramente in cattività supera i 10 cm. Si sostiene, a torto, che non sia una buona nuotatrice, in realtà preferisce generalmente camminare sul fondo piuttosto che nuotare, anche perché il suo carapace è poco idrodinamico. Quest’ultimo si presenta  scuro, più appuntito e con tre rastremature negli esemplari giovani, ma, con il passare degli anni inizia a bombarsi e ad assumere una colorazione tendente al marrone.

La sternotherus è una tartaruga dal carattere mordace e generalmente aggressivo, soprattutto in età adulta, con i suoi simili e con tutto ciò che si muove. Il mio esemplare, in particolare, non permette la coltivazione in vasca neanche delle piante, che puntualmente distrugge. Mentre sicuramente si può dire che le sternotherus sfoggiano un’inaspettata agilità nell’arrampicarsi su arredi, piante (in natura non è raro che si arrampichino anche sugli alberi) e quant’altro, quindi è necessario fare attenzione nel predisporre gli arredi in vasca per prevenire eventuali fughe.

Un’ultima nota, più che altro una curiosità, il nome odoratus deriva dal fatto che da piccole queste tartarughe utilizzano delle speciali ghiandole che sprigionano un odore disgustoso al fine di scoraggiare eventuali predatori, e questo, come nel mio caso, accade anche in cattività quando si maneggia l’esemplare. Questa capacità viene poi persa dagli esemplari adulti.

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Per quanto riguarda l’allevamento di questa tartaruga, si può dire che essa non è affatto esigente ed è senza dubbio molto robusta. A patto di avere un minimo di accortezza nell’accudirla, può regalare grandi soddisfazioni.

Passiamo quindi ad analizzare i parametri di allevamento di cui necessita:

Vasca: Le sternotherus si possono allevare in comuni acquari o terracquari. Le dimensioni minime della vasca per un esemplare, anche adulto, è di almeno 60cm x30cm data la corporatura contenuta, ma ovviamente niente ci impedisce di aumentare le dimensioni dell’alloggio della nostra beniamina, che sicuramente ve ne sarà grata. Il fondo da predisporre può essere sia di ciottoli, sia di ghiaia, che di sabbia finissima. Personalmente utilizzo sabbia molto fine, di modo che la tartaruga abbia la possibilità di insabbiarsi se lo desidera,  mischiata a ghiaia ed a ciottoli arrotondati più grossi disposti qua e la. Fornire appigli come ciottoli, sassi, tronchi è molto utile, in quanto la tartaruga dovrebbe avere la possibilità di tirare fuori la testa rimanendo immersa. Tenendo presente questo, si dovrà dosare anche l’altezza dell’acqua, o si potranno predisporre zone più profonde e zone più basse all’interno dell’acquario. La zona emersa è, come per tutte le tartarughe, fondamentale, ma c’è da dire che potreste non vedere quasi mai la vostra sternotherus utilizzarla, la mia ad esempio la utilizza molto raramente. Basterà un sasso affiorante piatto, o un tronco abbastanza largo, o ancora un pezzo di sughero o un’isola galleggiante con ventose di quelle che si trovano in commercio. Una zona emersa più grande e con un fondo sabbioso sarà necessaria solo nel caso in cui si volesse tentare la riproduzione e quindi la deposizione delle uova.

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Oltre ad inserire tronchi e sassi, si può provare ad introdurre piante, ma queste verranno inevitabilmente, nella migliore delle ipotesi, assaggiate, o, nella peggiore, distrutte. Personalmente sconsiglio di inserire piante, a meno che non si trovi il modo di tenerle fuori dalla portata della piccola bestia.

Apparecchiature varie: i tre accessori assolutamente necessari sono filtro, riscaldatore e spot.

Il filtro deve avere una capacità di filtraggio almeno doppia rispetto ai litri effettivi della vasca d’allevamento, se poi la capacità è tripla ancora meglio. Personalmente uso un filtro interno, ma uno esterno può sia facilitare la pulizia che far risparmiare spazio. Non fatevi ingannare dalle piccole dimensioni  di queste tartarughe, anche se ridotte, le loro deiezioni sporcano molto, ed un filtro potente aiuta nella manutenzione. I valori dell’acqua, infine, non sono determinanti, e la sternotherus si adatta facilmente, basta soltanto aver cura di lasciare decantare l’acqua per almeno 24 ore prima di cambiarla.

Il riscaldatore secondo la mia esperienza è necessario, soprattutto con esemplari baby o sub-adulti. Impostare la temperatura tra i 21 ed i 24 gradi garantirà un esemplare attivo ed in salute.

La lampada spot (è sufficiente una comune lampadina puntata sulla zona emersa per riscaldarla fino ai 28-30 gradi) è necessaria, anche come illuminazione del nostro piccolo habitat artificiale, e va predisposta nonostante ci sembri che la tartaruga non utilizzi la zona emersa.

Per quanto riguarda l’utilizzo di lampade UV, le opinioni sono discordi, c’è chi le usa, assieme alla lampada spot, e c’è chi non le usa. La sternotherus ed in generale tutte le kinosternidi, infatti, hanno abitudini prevalentemente acquatiche, quasi mai fanno basking, e riescono ad assimilare la vitamina D3 con una minima esposizione al sole. Io consiglio di utilizzarla o, in caso contrario, di far passare l’estate all’aperto al nostro esemplare, in maniera tale da garantire almeno 4-5 mesi di sole diretto al carapace, che così crescerà forte e duro.

Per quanto riguarda l’allevamento all’aperto, questo, se si possiede un laghetto, può essere effettuato anche tutto l’anno, in quanto l’areale di provenienza di questa specie è molto simile al nostro.

L’alimentazione che dovremo fornire alla nostra sternotherus dovrà essere la più varia possibile. Innanzitutto va sottolineato che le abitudini alimentari di questa tartaruga sono prevalentemente, se non esclusivamente, carnivore, essendo quindi una dieta molto ricca, i pasti dovranno essere forniti negli esemplari baby tutti i giorni, per poi gradualmente diminuire la frequenza a tre volte a settimana, con uno-due giorni di digiuno tra ogni pasto. Possiamo quindi somministrare al nostro esemplare insetti come grilli, camole della farina, soprattutto lombrichi e chiocciole intere con il guscio, il tutto fresco, oltre ad una varietà di alimenti surgelati come gamberetti (quelli che normalmente si trovano in pescheria e non i gammarus secchi), chironomus, ed in generale molluschi, pesci d’acqua dolce come le gambusie (possono essere inserite vive per stimolare la caccia) e pesci come latterini o acquadelle, da somministrare interi, senza togliere né interiora né spine. Si può anche fornire pellet, ma non deve essere la base della dieta. Raramente, una volta al mese più o meno, si può offrire fegato di pollo. Si può integrare la dieta con verdure e piante acquatiche (lenticchia d’acqua ad esempio) più o meno una volta a settimana, se il vostro esemplare gradisce. Essendo una specie che ingrassa molto facilmente, bisogna dosare bene il cibo somministrato al nostro esemplare, che deve essere equivalente alle dimensioni della sua testa (in quanto sostanzialmente le dimensioni di testa e stomaco si equivalgono).

Le differenze sessuali (dismorfismo) tra maschi e femmine consiste nel fatto che i maschi presentano una coda più grossa e spessa rispetto agli esemplari di sesso femminile.

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Concludendo, la sternotherus odoratus è senza dubbio una tartaruga di facilissima gestione, che, con poche accortezze, può vivere felicemente ed a lungo (può superare i trent’anni). E’ sicuramente un’ottima tartaruga con cui iniziare a cimentarsi nell’allevamento.

Lucio Nicola Fiore

 
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